
La norma EN 397, relativa agli “elmetti di protezione per le industrie”, esige quanto segue per la marcatura: Ogni elmetto deve avere un marchio stampato o impresso che riporti le seguente indicazioni: a) il numero della presente norma europea, b) il nome o la marca del fabbricante, c) l’anno e il trimestre di fabbricazione, d) il tipo di elmetto e) la taglia o la scala taglie Indicazioni complementari, quali le istruzioni o raccomandazioni di regolazione, di montaggio, di uso, di lavaggio, di disinfezione, di manutenzione e di stoccaggio, sono specificate nel foglietto di utilizzo.
Significato della marcatura sulla montatura:
identificazione del fabbricante tramite sigla (es. D = Pulsafe) numero della norma
campi di impiego
3=liquidi: gocce e spruzzi
4=particelle solide grossolane
5=gas, particelle solide fini: gas, vapori, spruzzi, fumi e polveri 8=a rco elettrico da cortocircuito
9=metalli fusi e solidi incandescenti (spruzzi di metalli fusi e penetrazione di solidi incandescenti
resistenza all’impatto
Significato della marcatura sulla lente:
prima cifra scritta: indica il tipo di protezione: 2 e 3 = UV; 4 = IR; 5 e 6 = radiazione solare livello di protezione riferito al primo numero
identificazione del fabbricante tramite sigla (es. D = Pulsafe)
classe ottica (1 = uso continuativo; 3 = uso occasionale)
resistenza all’impatto
resistenza all’arco elettrico da cortocircuito
antiaderenza dei metalli fusi e resistenza alla penetrazione di solidi incandescenti resistenza all’abrasione
resistenza all’appannamento
Norme Europee e Norme principali
requisiti di base metodi per test ottici
metodi per test non ottici. Norme per tipologia di filtro
filtri per saldatura filtri per UV
filtri per IR
filtri solari per utilizzo industriale
Elenco rischi
meccanici: impatti, polveri, particelle solide, particelle metalliche, sabbia.
chimici: goccioline e proiezioni di liquidi (solventi, aerosol, acidi, basi, cemento, malta, ...) radiazioni: infrarosso, ultravioleto, laser, luce viva.
elettrici: contatto diretto, arco elettrico da cortocircuito.
termici: liquidi caldi, materiali in fusione, fiamme.
| Colore | Marcatura Oculare |
Applicazione | Certificazione |
|---|---|---|---|
| Incolore | 3-1.2 D1F | Per utilizzo negli ambienti dove la protezione occhi è richiesta per i rischi più comuni (per es. protezione da particelle in Assorbe > 99,9 % dei raggi UV fino a 385 nm. | EN 166 Protezione meccanica EN 170 Protezione da UV |
| Grigio TSR® Cappuccino |
5-2.5 D1F | Per utilizzo all’esterno, quando i raggi solari ed il riverbero possono affaticare l’occhio. Consente un buon riconoscimento dei segnali del traffico. Assorbe > 99,9 % dei raggi UV fino a 385 nm. | EN 166 Protezione meccanica EN 170 Protezione da UV EN172 Protezione da radiazioni solari |
| Argento I/O | 5-1.7 D1F | Lente ad elevata prestazione per utilizzo in ambienti chiusi e all’esterno. Riduce l’abbagliamento provocato dalla luce artificiale e solare. Fornisce protezione da rischi più comuni. Assorbe > 99,9 % dei raggi UV fino 385 nm | EN 166 Protezione meccanica EN 170 Protezione UV EN172 Protezione da radiazioni solari |
| Argento a specchio Blu a specchio |
5-3.1 D1F | Per utilizzo esterno quando la luce ed il riverbero solare possono affaticare la vista. Consente un buon riconoscimento dei colori di segnaletica. Fornisce protezione dai rischi più comuni. Assorbe > 99,9 % dei raggi UV fino 385 nm | EN 166 Protezione meccanica EN 170 Protezione UV EN172 Protezione da radiazioni solari |
| Giallo HDL Ambra |
2-1.2 D1F | Garantisce alta visibilità in condizione di scarsa luminosità. Fornisce protezione dai rischi più comuni. Assorbe > 99,9 % dei raggi UV fino a 400 nm | EN 166 Protezione generica EN 170 Protezione UV |
| Verdi 3.0 Verdi 5.0 |
3 D1F 5 D1F |
protezione da saldatura gas e ossitaglio EN 166 Protezione generica protezione da saldatura gas e ossitaglio EN 169 Protezione da saldatura | EN 166 Protezione generica EN 169 Protezione da saldatura |
I protettori auricolari individuali più comuni sono: cuffie, inserti auricolari, inserti auricolari ad espansione, inserti auricolari prestampati, inserti auricolari realizzati su misura.
Norme Europee
EN352/1 cuffie
EN352/2 inserti auricolari
EN352/3 cuffie per elmetto
EN352/4 cuffie elettroniche
EN458 guida alla selezione, all’utilizzo, alle precauzioni d’uso ed alla manutenzione del DPI antirumore
Tutti i protettori auricolari rientrano in II categoria.
Valutazione dell esposizione al rumore:
L’esposizione personale quotidiana di un lavoratore al rumore, è l’esposizione personale, espressa in dB(A) misurata, calcolata e riferita ad 8 ore giornaliere. Se il livello è 85 dB(A), il datore di lavoro deve mettere a disposizione i dispositivi di protezione e fornire indicazioni sul corretto uso degli stessi. Se il livello è 90 dB(A) i lavoratori hanno l’obbligo di utilizza- re i dispositivi di protezione. Fino ad una esposizione personale quotidiana ( Lact ) pari ad 85 dB(A), non è necessario mettere a disposizione alcun otoprotettore.
Tabella
SNR…... H…... M…... L…….
Nell’indicazione dell’attenuazione media di un otoprotettore compaiono i valori espressi in decibel H, M, L che rappresentano l’attenuazione media del protettore rispettivamente alle ALTE, MEDIE, BASSE frequenze. E’ sempre indicato anche il valore SNR che indica l’attenuazione media del protettore su tutto lo spettro di frequenze.
SORGENTI DI RUMORE A FREQUENZA HM (medio alta)
Taglio alla fiamma, motori diesel, ugello ad aria compressa, chiodatrici pneumatiche, piegatrici/bordatrici, macchine per la lavorazione del legno, pompe idrauliche, rettificatrici, sbavatrici, macchine per maglieria
SORGENTI DI RUMORE A FREQUENZA L ( rumori di frequenza dominante bassa )
Escavatori, frantumatori meccanici, forni di fusione elettrici, compressori a pistone, gruppi convertitori, macchine per pulitura a getto.
Si deve evitare di scegliere un protettore che fornisca una protezione troppo elevata ( livello effettivo all’orecchio < 70 dB(A) con protettore indossato ) in quanto si possono creare delle pericolose difficoltà di comunicazione o far risultare il protettore poco confortevole.

La protezione delle vie respiratorie si ottiene mediante:
Un filtro per gas, quando il rischio si presenta sotto forma di gas.
Un filtro per aerosol, quando il rischio si presenta sotto forma di particelle solide o liquide.
Spesso si raccomanda di associare le due tipologie di filtro, in particolare quando ci si trova in presenza di vapori, a temperatura ambiente, che possono dare origine a condensa.
La scelta dei filtri:
I filtri devono essere selezionati in funzione:
- delle sostanze tossiche dalle quali si desidera proteggersi
- del lavoro che si deve svolgere
- della modalità d’esecuzione e della durata dell'intervento
- degli apparecchi di cui si dispone
Protezione da gas/vapori:
CLASSE 1
per un tenore in gas inferiore allo 0,1% in volume
CLASSE 2
per un tenore in gas compreso tra lo 0,1% e lo 0,5% in volume
CLASSE 3
per un tenore in gas compreso tra lo 0,5% e lo 1% in volume (contenitori di grande capacità portati alla cintura)
Protezione da particelle, polveri ed aerosol:
CLASSE 1 (FFP1)
per proteggere dalle particelle solide grossolane senza tossicità specifica (carbonato di calcio)
CLASSE 2 (FFP2)
per proteggere dagli aerosol solidi e/o liquidi indicati come pericolosi o irritanti (silice - carbonato di sodio)
CLASSE 3 (FFP3)
per proteggere dagli aerosol solidi e/o liquidi tossici (berillio - cromo, legno duro)
Sono da considerarsi dispositivi filtranti di protezione delle vie respiratorie: facciali filtranti per particelle, facciali filtranti per gas e vapori, semimaschere con filtri, maschere intere con filtri.
Normative europee di riferimento:
EN 149:2001 facciali filtranti antipolvere
EN 405 facciali filtranti antigas e vapori
EN 140 semimaschere
EN 136 maschere intere
EN 143 filtri antipolvere
EN 141 filtri antigas e combinati
EN 146 elettrorespiratori a filtro
TM 14/7.25 respiratori ad adduzione di aria compressa
Tutti i dispositivi sono appartenenti alla III categoria di rischio ( rischi di morte o lesioni gravi )
Questi dispositivi proteggono da polveri (particelle solide, nebbie, fumi), gas e vapori di sostanze con determinate concentrazioni e tossicità.
La nuova normativa EN149:2001 stabilisce e garantisce che:
- Tutti i facciali proteggono contemporaneamente sia da aerosol solidi (S) sia da aerosol liquidi (SL).
- Le tre classi di protezione FFP1 - FFP2 - FFP3 garantiscono protezione sia da aerosol a base acquosa sia da aerosol a base organica
Non sono da utilizzare facciali filtranti o respiratori a filtro nei seguenti casi:
- insufficienza di ossigeno (concentrazione < 17%)
- concentrazione del contaminante nell’aria superiore ai limiti di esposizione consentiti dai respiratori a filtro
- se i contaminanti hanno soglia olfattiva superiore al TLV (non percepibili all’olfatto). Per determinare la scelta di un filtro si deve sapere il valore del TLV, il FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE DEL PROTETTORE, il FATTORE DI PROTEZIONE RICHIESTO e la TOSSICITA’ DEL CONTAMINANTE. TLV= E’ la concentrazione media caratteristica di ogni singola sostanza, ponderata nel tempo di una settimana lavorativa ( 40 ore ) alla quale un lavoratore può essere esposto senza effetti negativi per la propria salute. FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE= Rapporto tra la concentrazione del contaminante nell’ambiente e la sua possibile concentrazione all’interno del facciale.
- Fattori di protezione nominali dei dispositivi di protezione più comuni:

FATTORE DI PROTEZIONE RICHIESTO= Rapporto tra la concentrazione media sul luogo di lavoro del contaminante ed il TLV.
TOSSICITA’ DEL CONTAMINANTE= Più il contaminante è tossico e maggiore deve essere l’efficacia filtrante anche a bassa concentrazione del contaminante.
SCELTA DEL RESPIRATORE E DEL FILTRO PIU’ ADATTI
La scelta deve sempre partire dalla corretta valutazione del rischio: valutare la natura del contaminante per determinare il tipo di respiratore e la classe del filtro da utilizzare. Dividendo la concentrazione media sul luogo di lavoro per il TLV del contaminante,si ottiene il fattore di protezione richiesto. Il dispositivo adeguato dovrà fornire un fattore di protezione nominale superiore al fattore di protezione richiesto. Sono disponibili delle tabelle che indicano per i più comuni contaminanti il tipo di filtro più idoneo. Qualsiasi tipo di filtro dovrà essere sostituito quando l’utilizzatore avverte l’odore od il sapore del contaminante.
| EN 340 | Requisiti generali | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Questa norma non può essere utilizzata da sola, ma unicamente in combinazione con le norme seguenti. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 471 | Indumenti ad alta visibilità | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Segnalazione visiva della presenza dell'utilizzatore alla luce diurna e alla luce dei fari dei veicoli nell'oscurità | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
Indica la classe della superficie del materiale [classe 1 a 3] Indica la clase della superficie del materiale retroriflettente [classe 1 e 2] (X) Superfici minime di materiale visibile mq.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 342 | Protezione contro il freddo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Completi per la protezione del corpo contro ambienti freddi a temperature inferiori a - 5 °C | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 343 | Protezione contro la pioggia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Protezione contro combinazioni di pioggia, neve, nebbia e umidità del suolo fino a una temperatura di - 5 °C | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
Resistenza alla penetrazione d'acqua livello ( 1 a 3) Resistenza al vapore acqueo livello (1 a 3) |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 531 | Protezione per lavoratori dell'industria esposti al calore | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
Protezione di lavoratori contro brevi contatti con la fiamma e calore. Il calore può essere sotto forma di calore convettivo,
radiante, spruzzi di metallo fuso.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 1149-1 | Proprietà elettrostatiche | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
La norma specifica i requisiti elettrostatici per gli indumenti di protezione che dissipano cariche elettrostatiche che possono innescare incendi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 510 | Proprietà contro l'impigliamento con parti in movimento | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
Riduce al minimo il rischio d'impigliamento o trascinamento con parti in movimento. Questo tipo d'indumento è quindi particolarmente idoneo per operatori che svolgono operazioni di manutenzione degli impianti industriali, o attività lavorative in vicinanza di organi in movimento che non possono essere segregati per esigenze di processo. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| EN 381 | Protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| PROTEZIONE CONTRO RISCHI CHIMICI E AGENTI INFETTIVI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
Gli indumenti di protezione contro le sostanze chimiche e / o agenti infettivi hanno il fine di costituire una barriera protettiva tra il corpo e la sostanza stessa.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Abbigliamento Alta Visibilità EN471
GUIDA ALLA SUDDIVISIONE IN CLASSI
A seconda della caratteristiche di alta visibilità un’indumento può appartenere a una delle tre
CLASSI prescritte dalla norma.
CLASSE 1:
La banda rifrangente deve avere una superficie minima di 0,10 m2. Il materiale fluorescente di fondo deve avere una superficie minima di 0,14 m2
CLASSE 2:
La banda rifrangente non deve avere un’altezza minima inferiore a 50 mm ed una superficie totale minima non inferiore a 0,13 m2. Il materiale fluorescente di fondo non deve avere una superficie inferiore a 0,50 m2
CLASSE 3:
La banda rifrangente non deve avere un’altezza minima inferiore a 50 mm ed una superficie totale minima non inferiore a 0,20 m2. Il materiale fluorescente di fondo non deve avere una superficie inferiore a 0,80 m2.
Solo a titolo indicativo, le tute e le giacche complete con pantaloni sono di classe 3, le giacche con maniche in colore alta visibilità sono in classe 2, i gilet sono in classe 2 mentre le bretelle sono in classe 1 Oltre ai requisiti di superficie, anche la confezione deve seguire determinate regole circa la posizione e la distanza delle bande rifrangenti e i tratti minimi di discontinuità tra le bande. Per esempio, se si indossa una giacca certificata sbottonata od aperta davanti, quindi con una interruzione della banda rifrangente superiore a cm 3, è come se si indossasse una giacca NON certificata. A tal proposito, si consiglia di indossare sotto la giacca o il gilet una camicia o una maglietta ugualmente certificata.
Anche la pulizia è importante.
Quando un capo è sporco, questo perde le sue caratteristiche di alta visibilità e deve essere quindi lavato. Per questo nella marcatura si devono indicare i cicli di lavaggio ai quali il capo resiste senza perdere le proprie caratteristiche.
MARCATURA
Nella etichetta devono essere indicati:
- Marchio o mezzo di identificazione del fabbricante o rappresentante
- Nome o codice del prodotto
- Taglia
- Norma di riferimento
- Istruzioni per la manutenzione e numero di cicli di lavaggio
- Pittogramma
Legislazione di riferimento
L’accesso e il posizionamento tramite l’uso di funi rientra nel campo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e deve quindi rispettare quanto disposto dal Titolo IV - Uso dei dispositivi di protezione individuale - del D.Lgs. 626/94 e successive modifiche e integrazioni.
Nessun dispositivo che esula da questa categoria di prodotti può essere ritenuto idoneo ai fini della sicurezza contro la caduta del lavoratore.
Per i lavori con funi devono essere impiegati, in funzione della riduzione del rischio di caduta dall’alto, DPI di protezione contro le cadute dall’alto e/o di posizionamento sul lavoro.
In mancanza di questi, a seguito di specifica valutazione dei rischi ed in relazione a specifiche esigenze di uso delle funi, possono essere utilizzati DPI idonei, pur se usati normalmente in altri settori di attività, come per esemio i DPI appartenenti alla categoria attrezzatura per alpinismo.
I DPI utilizzati per i lavori con funi devono essere conformi al D.Lgs. 475/92 e successive modifiche e integrazioni e devono essere identificati, scelti e utilizzati tenendo conto delle prescrizioni richieste dalla legislazione vigente, in particolare dal D.Lgs. 626/94 e successive modifiche e integrazioni.
I DPI specifici per il lavoro con funi
FUNE
Costituisce l’elemento sia di spostamento che di sicurezza per l’operatore. Deve essere di tipo semistatico, con guaina esterna e anima interna, a basso coefficiente di allungamento, certificata conforme alla norma EN1891, del tipo A. Se è munita di terminazioni già confezionate dal fabbricante e certificate, risulta già predisposta per il collegamento con gli altri elementi del sistema. La fune non deve costituire il sistema di assorbimento dell’energia cinetica di una caduta. Viene detta anche “corda”.
IMBRACATURA
Costituisce l’elemento di presa del corpo dell’operatore e ne deve garantire l’arresto in condizioni di sicurezza in caso di caduta e il successivo sostegno in sospensione. Deve avere bretelle adeguate ai movimenti che deve fare l’operatore e cosciali di adeguate dimensioni e imbottiti, conformi alla norma sul posizionamento, confortevoli per il sostegno in sospensione, con attacchi anticaduta anteriore sternale e/o posteriore dorsale, in base alla valutazione dei rischi. Deve avere incorporata una cintura di posizionamento comoda e imbottita, per garantire adeguato sostegno e trattenuta nelle operazioni di lavoro con funi, con attacchi sia laterali che centrale addominale. Può avere un sedile incorporato nei cosciali, nel caso di uso per lunghe operazioni in sospensione. Deve essere certificata conforme alla norma EN361 e ad una, o entrambe, delle norme EN358 e EN813.
CINTURA BASSA DI POSIZIONAMENTO CON COSCIALI
Può costituire l’elemento di presa del corpo dell’operatore, in sostituzione dell’imbracatura completa, per le sole operazioni di trattenuta e/o di posizionamento non esposte al rischio di caduta dall’alto e/o di ribaltamento. Non è idonea ad arrestare in sicurezza cadute libere. Deve avere cintura e cosciali di adeguate dimensioni e imbottiti per un sostegno comodo dell’operatore. Deve avere un attacco disposto centralmente sulla cintura. Deve essere certificata conforme alla norma EN813. Se include una cintura di posizionamento con attacchi laterali può essere certificata nell’ambito della norma EN358.
CONNETTORE
Elemento di connessione apribile e bloccabile. Può avere varie forme, di cui il tipo più usato è il “moschettone”. Deve essere certificato conforme alla norma EN362 ed avere una resistenza sull’asse maggiore non inferiore a 22 kN. Il bloccaggio della leva di chiusura può essere di tipo automatico o manuale, da scegliere in base alle esigenze operative. Per connessioni tra DPI da non riaprire o per connessioni di ancoraggio si possono usare maglie rapide certificate conformi alla norma EN12275-Q, purché con resistenza sull’asse maggiore non inferiore a 25 kN.
CORDINO
Elemento di collegamento e/o di prolunga, in genere utilizzato tra l’imbracatura e il punto di ancoraggio. Deve essere certificato conforme alla norma EN354. A causa della sua possibile bassa elasticità, la norma raccomanda che non costituisca da solo un sistema di arresto della caduta. Può costituire parte di un sistema di protezione anticaduta, per esempio in abbinamento ad un assorbitore di energia EN355. I cordini costruiti con fune dinamica EN892, solo se collegati ad un ancoraggio posto al di sopra dell’operatore (fattore di caduta < 1), possono garantire una forza di arresto della caduta < 6 kN.
CORDINO DI POSIZIONAMENTO
Elemento di collegamento della cintura di posizionamento (sia di tipo integrato nell’imbracatura anticaduta che di tipo con cosciali) alla struttura di sostegno o di trattenuta. Deve essere certificato conforme alla norma EN358, avere lunghezza adeguata al luogo di lavoro e alla struttura di sostegno ed essere dotato di un sistema di regolazione rapida della lunghezza. Non è adatto ad arrestare cadute libere di altezza superiore a 0,5 m.
ASSORBITORE DI ENERGIA
Dispositivo a funzionamento passivo per arrestare in modo progressivo una caduta libera, capace di dissipare l’energia cinetica della caduta tramite una deformazione della sua struttura. Deve essere certificato conforme alla norma EN355, in modo da garantire una forza residua di arresto del corpo inferiore a 6,0 kN durante tutto il tempo dell’arresto della caduta. Deve essere sempre considerato per il suo uso corretto il fattore tirante d’aria libero. Può avere una prolunga integrata, o essere prolungato tramite un cordino EN354, costituendo un sistema di protezione anticaduta, purché la sua lunghezza complessiva, considerando anche i connettori, non superi 2,0 m. Funziona correttamente se collegato a punti di ancoraggio fissi, cioè con un fattore di caduta teorico inferiore a 2.
ANELLO DI FETTUCCIA
Anello di fettuccia chiuso per cucitura di due lembi, che serve a realizzare punti di ancoraggio intorno a strutture portanti, o a prolungare punti di ancoraggio strutturali. Deve essere conforme alla norma EN795-B e alla norma EN566, in modo da garantire una resistenza non inferiore a 22 kN.
DISCENSORE
Si tratta del dispositivo che permette all’operatore di calarsi lungo la fune di lavoro. Deve essere certificato conforme alla norma EN341-A ed avere un sistema di sicurezza automatico che interrompe la discesa in caso di abbandono della presa da parte dell’operatore. Può avere un sistema di bloccaggio sulla fune, che facilita il posizionamento. Può essere utilizzato anche per la manovra della fune di sicurezza scorrevole da parte di un assistente. In relazione alla valutazione dei rischi è consigliabile un dispositivo con funzione antipanico.
DISPOSITIVO ASSICURATORE
Dispositivo che permette di far scorrere una fune a bassa velocità e che la frena se viene sottoposta a forte e rapida trazione. Non esiste una norma EN di riferimento per questo tipo di dispositivo, che deve quindi essere certificato conforme ai requisiti dell’allegato II della Direttiva 686/89 CEE. Può essere utilizzato per la manovra della fune di sicurezza scorrevole da parte di un assistente o come dispositivo di bloccaggio anti-ritorno nei sistemi di recupero manuali.
BLOCCANTE
Dispositivo che può scorrere su una fune in un solo verso, mentre si blocca sulla fune stessa nel verso contrario. Serve a costituire un punto fisso lungo una fune, spostabile per tutta la lunghezza della fune stessa. Il carico applicato sul dispositivo determina il bloccaggio del meccanismo di presa sulla fune. Deve essere certificato conforme alla norma EN567. Nel lavoro con funi non deve essere usato per arrestare cadute libere, in quanto il suo meccanismo potrebbe danneggiare gravemente la fune. Si utilizza per la risalita diretta delle funi e per il bloccaggio anti-ritorno nei sistemi di recupero manuali.
ANTICADUTA SCORREVOLE
Si tratta del dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio flessibile, certificato conforme alla norma EN353-2. La linea flessibile è costituita da una fune semistatica EN1891-A, che assolve alla funzione di fune di sicurezza. Tale dispositivo costituisce la protezione anticaduta dell’operatore nel lavoro con funi.
CARRUCOLA
Dispositivo che consente di far cambiare direzione al movimento di una fune, tramite una puleggia rotante su un asse, in modo da diminuire l’attrito sulla fune. Deve essere certificata conforme alla norma EN12278. Si usa in genere per costituire sistemi di recupero manuali demoltiplicati, in abbinamento a dispositivi di bloccaggio anti-ritorno.
Casco per il lavoro con funi
Pur non facendo parte dei DPI anticaduta, il casco è di fondamentale importanza nel lavoro con funi. Svolge la duplice funzione di protezione del capo dell’operatore sia dalla caduta di oggetti dall’alto che dall’impatto contro ostacoli dell’operatore. Poiché non esiste una normativa tecnica che tenga conto allo stesso tempo di entrambe le protezioni, si deve prestare particolare attenzione alla scelta di questo DPI, valutando con attenzione le caratteristiche indicate dai fabbricanti nelle note informative.Il criterio di scelta del casco per il lavoro con funi deve tenere conto della specifica valutazione dei rischi effettuata e delle seguenti indicazioni.
Il casco per il lavoro con funi deve avere una calotta ad alta protezione, una bardatura comoda e stabile sulla testa, un sottogola di adeguata resistenza.
La norma EN12492 relativa ai caschi per alpinismo garantisce adeguata resistenza della calotta e tenuta del casco contro lo sfilamento e gli urti laterali.
La norma EN397 relativa agli elmetti di protezione per l’industria garantisce, con l’applicazione delle sue estensioni normative, la protezione in particolari condizioni di lavoro e lo sgancio del sottogola ad un carico di sicurezza per l’operatore, in caso di impigliamento o sollevamento.
Norme tecniche sui DPI per il lavoro con funi
- FUNE semistatica EN 1891-A Prevenzione caduta
- IMBRACATURA completa EN 361 Prevenzione caduta
- IMBRACATURA completa EN 358 Solo se con attacco centrale e cosciali
- IMBRACATURA completa EN 813 Protezione caduta
- CINTURA bassa con cosciali EN 813 Prevenzione caduta
- CINTURA bassa con cosciali EN 358 Solo se con attacco centrale e cosciali
- CONNETTORE EN 362 Collegamento
- CONNETTORE EN 12275-Q Collegamento non apribile
- CORDINO di posizionamento EN 358 Prevenzione caduta
- CORDINO di prolunga EN 354 Elemento di sistema anticaduta
- ANTICADUTA su linea flessibile EN 353-2 Anticaduta bidirezionale per fune
- BLOCCANTE EN 567 Bloccante unidirezionale per fune
- DISCENSORE EN 341-A Dispositivo di discesa
- ASSORBITORE di energia EN 355 Protezione caduta fino a fattore 2
- CARRUCOLA EN 12278 Sistemi di recupero
- ANELLO di fettuccia EN 566 Ancoraggio di rinvio
- ANCORAGGIO EN 795 Punto di ancoraggio:
- Tassello strutturale Classe A1 da fissare
- Anello di fettuccia Classe B mobile trasportabile
- Fettuccia con terminazioni Classe B mobile trasportabile
- Linea di sicurezza con tensionatore Classe C da installare
Il D.Lgs. 626/94 pone l’obbligo per il datore di lavoro di mantenere in efficienza i DPI e assicurarne la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e per i lavoratori di segnalare immediatamente al datore di lavoro o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente rilevato nei DPI messi a loro disposizione.
DPI e attrezzature devono essere conservati e sottoposti alle necessarie manutenzioni in modo che risultino sempre in perfetto stato e pronti per essere usati.
Le modalità di conservazione e manutenzione dei DPI devono essere ricavate dalle note informative (o istruzioni per l’uso) fornite obbligatoriamente dal fabbricante con ogni prodotto.
Qualora previste, devono essere eseguite le verifiche periodiche indicate nelle istruzioni del fabbricante, attenendosi alle prescrizioni date dallo stesso fabbricante per tali verifiche.
Per i materiali le cui caratteristiche meccaniche decadono comunque nel tempo a prescindere dall’impiego fattone e dall’usura, come le funi, i cordini e tutti i prodotti tessili, si deve comunque provvedere alla sostituzione degli stessi entro i limiti temporali indicati dal fabbricante.
Si raccomanda la redazione di un apposito registro di manutenzione dei DPI, in linea con quanto definito dalla norma EN 365, su cui devono essere annotati i dati relativi ai singoli DPI, al loro utilizzo temporale e le operazioni di verifica e/o manutenzione effettuate, comprese le sostituzioni.
Norme Europee per le calzature di sicurezza CE EN 345
| Classificazione | |
| Tipo | Descrizione |
| I | (Scarpe)-Tomaia in pelle "crosta" o similari.- Fodera anteriore.- Sottopiede |
| II | (Stivali)-Interamente in gomma.-Interamente in materiale polimerico |
SB REQUISITI MINIMI DI BASE : Puntale di acciaio assorbimento energia di 200 J + Suola in qualsiasi tipo di materiale, anche liscia.
S1 Tipo I Requisiti Base + Antistaticità -Assorbimento Energia del Tallone
S2 Tipo I Requisiti Base + S1 + Impermeabilità dinamica della Tomaia
S3 Tipo I Requisiti Base + S2 + Lamina Antiperforazione- Suola con scolpitura
S4 Tipo II Antistaticità-Assorbimento Energia del Tallone
S5 Tipo II Come S4 + Lamina Antiperforazione- Suola con tasselli o scolpitura
Commenti
Il solo Marchio CE non è sufficiente per stabilire la qualità della calzatura, bisogna analizzare anche le sigle.
La norma, comunque, non precisa il tipo di tomaia che può essere di pelle o sintetica.
La suola con coefficiente di aderenza (antiscivolo) è obbligatoria solo sul tipo S3.
| EN346 | Esiste anche la Norma EN 346 ( calzature protettive) del tutto uguale alla EN 345 con la differenza nel puntale meno resistente (100 J) |
| EN347 | La Norma EN 347(calzature da lavoro professionali) invece non prevede il puntale in acciaio. |
| SB | S1 | S2 | S3 | S4 | S5 | ||
| A | CALZATURA ANTISTATICA | 0 | X | X | X | X | X |
| E | ASSORBIMENTO ENERGIA DEL TALLONE | 0 | X | X | X | X | X |
| WRU | IMPERMEABILITA' DINAMICA TOMAIA | 0 | 0 | X | X | 0 | 0 |
| P | LAMINA ANTIFORO | 0 | 0 | 0 | X | 0 | X |
| CL | ISOLAMENTO DAL FREDDO | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| HI | ISOLAMENTO DAL CALORE | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| CL | CALZATURA CONDUTTIVA | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| HRO | RESISTENZA AL CALORE PER CONTATTO | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
Serie generale n. 27 del 3 febbraio 2004
ESTRATTO DELLA GAZZETTA UFFICIALEDECRETO 15 luglio 2003 n. 388
MINISTERO DELLA SALUTEArt. 1 Classificazione delle aziende
1.Le aziende ovvero le unità produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio in tre gruppi:
- A
- I) Aziende o unità produttive con attività industriale ..., centrali termoelettriche ..., aziende estrattive ecc.
- II) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori riconducibili ai gruppi tariffari INAIL....
- III) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori...del comparto dell'agricoltura
- B Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A
- C Aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A
1.Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature :
a) cassetta di pronto soccorso , tenuta presso ciascun luogo di lavoro,.... contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1, che fa parte del presente Decreto, .... e della quale sia costantemente assicurata la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti.
2.Nelle aziende o unità produttive di gruppo C il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature :
a) pacchetto di medicazione , tenuto presso ciascun luogo di lavoro,.... contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 2, che fa parte del presente Decreto, . della quale sia costantemente assicurata la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti.
5. Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva , il datore di lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione
CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
- Guanti sterili monouso ( 5 paia )
- Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone (10% di iodio) (1 litro )
- Flacone di soluzione fisiologica ( sodio cloruro 0,9%) da 500 ml ( 3 )
- Compresse di garza sterile 10 x I O in buste singole (10 )
- Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole ( 2 )
- Pinzette da medicazione sterili monouso ( 2 )
- Confezione di cotone idrofilo (1 )
- Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso ( 2 )
- Rotoli di cerotto alto 2,5 cm ( )
- Visiera paraschizzi
- Un paio di forbici
- Lacci emostatici ( 3 )
- Ghiaccio pronto uso ( 2 )
- Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari ( 2 )
- Istruzioni sul modo di usare i presidi e prestare i primi soccorsi Teli sterili monouso ( 2 )
- Confezione di rete elastica di misura media ( 1 ) Termometro ( 1 )
- Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa
- Guanti sterili monouso ( 2 paia )
- Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone (0% di iodio) (125 ml) (I )
- Flacone di soluzione fisiologica ( sodio cloruro 0.9%) da 250 ml (1)
- Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3)
- Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole 11)
- Pinzette da medicazione sterili monouso (1)
- Confezione di cotone idrofilo (l)
- Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (1)
- Rotoli di cerotto alto 2,5 cm ( 1 )
- Rotolo di benda orlata alta 10 cm (1 )
- Un paio di forbici
- Lacci emostatici (1 )
- Ghiaccio pronto uso (1 )
- Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari l I
- Istruzioni sul modo di usare i presidi e prestare i primi soccorsi
http://www.inail.it Ente pubblico che gestisce l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
http://www.ispesl.it Il sito dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro
http://www.ambientesicurezza.ilsole24ore.com Sezione del Sole XXIV Ore specializzato in materia di ambiente e sicurezza
http://www.ancl.it Il sito dell'Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro
http://www.ancl.it >Il sito dell'Istituto Italiano per la Sicurezza e l'Igiene sul lavoro
http://www.sicurezzaonline.it Il portale della sicurezza sul lavoro
http://www.626online.it Il sito fornisce consulenza on line in tema di antinfortunistica
http://www.prevenzio.net Rete tra Camera di Commercio, Azienda Asl e Associazioni Imprenditoriali.



















